Lagorai: Malghe e Cima Primaluna

Fotografia, Schizzi

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Non so se consigliare la gita che ho scelto di fare ieri, trovata su un libricino scritto da R.T. e  ricevuto per il compleanno…decisamente poco preciso nelle indicazioni.

Proverò qui a dare indicazioni più dettagliate, nonostante il mio consiglio sia quello di procurarsi una bella mappa del territorio prima di affrontare qualsiasi tipo di escursione.

Partenza dalla Val Campelle – laterale Valsugana sopra Strigno – Spera – Scurelle. Giunti con la macchina al Rif. Crucolo imboccare la salitina a destra, proseguendo fino al ponte delle Rudole (1330 m) dove, se privi di autorizzazione, si è costretti a parcheggiare.  Qui si trova il cartello che indica sentiero e per malga Cenon e Primaluna.
Totale dislivello gita da questo punto: 1000 metri.
Si inizia quindi a piedi seguendo il numero di sentiero 333 su strada asfaltata e poi sterrata, toccando a 1551 m Malga Cenon di Sopra e poi Val del Prà (1755). Si arriva finalmente alla partenza ufficiale dell’escursione: Cappella S. Bortolo, malga Primaluna Sotto e Primalunetta (da qui il dislivello è di circa 650 m). Si prosegue con il sentiero 333 (a destra) in direzione forcella Dogo (1972 m) e Bivacco Argentino Vanin (2150 m).  Il bivacco è proprio carino e ben tenuto, qui ho lasciato il mio zampino sul diario dei passanti, facendo questo disegno. In un posto così bello è facile immaginarsi serate a briscola prima di dormire sotto un cielo fitto di stelle e di fronte ad un panorama incredibile sulle tante cime tutte intorno. In una giornata calda come domenica scorsa meglio avere con sè molti liquidi con sè e proteggersi dal sole con crema e cappelli, vista la battente esposizione.

Si continua da qui seguendo i segni rossi e bianchi salendo sulla cima Ravetta (2266 m) e poi seguendo in quota fino alla Forcella Ravetta (2219 m) (dalla quale si può decidere se scendere con il sentiero 332 al rif. Caldenave, un giorno vorrei provarla). Seguendo le indicazioni della guida noi siamo tornati indietro lungo il sentiero diretti verso l’ultima indicazione trovata nel prato appena attraversato, che segnalavano la via per Malga Val di Prà e Cima Primaluna…
Da qui è cominciato il gioco: indovina da che parte va il nostro sentiero?
Giunti in cima alla selletta erbosa pendice del monte Tombolin di Caldenave si intravedono in basso i tetti delle casette nei pressi della malga Primalunetta e Cappella S. Bortolo.  Si riescono a seguire ancora segnali rossi e bianchi fino alla Forcella Caldenave (2193), il sentiero è strettino e soggetto a frane, bisogna dunque star attenti a nn scivolare sul ghiaione e finire nel sottostante laghetto di Primaluna (2143).
Dalla Forcella Caldenave inizia la confusione…finita la segnaletica consueta!
Se si vuole salire sulla Cima Croz Primalunetta non si ha proprio idea di come fare…noi abbiam deciso di andare a valle, raggiungendo il laghetto Primaluna ben visibile, circumnavigandolo e indovinando tracce tra prato, rododendri e giasene che a occhio sapevamo potevano portarci alla Malga Val di Prà e Cappella S. Bortolo (delle quali dall’alto avevamo intravisto i tetti).  Si addolcisce poco a poco la ripida discesa intrapresa, giungendo in una zona che dovrebbe prendere il nome di Buse del Pilo. Da qui i pensionati di Scurelle (?) pare abbiano preso in mano la situazione e risistemato il sentiero…non ancora riconosciuto con numeri e segnaletica ufficiale, ma ben percorribile fino al punto della nostra partenza presso la Cappella S. Bortolo…
Considerando il contributo estivo dell’anticiclone Caronte, i salti tra rocce, erba alta, la cattiva segnaletica, le soste ecc…ci abbiamo impiegato 6 ore e mezzo…perchè non evitare un’ultima ora e rotti a piedi sulla noiosissima strada sterrata – asfaltata verso il Ponte delle Rudole? Così abbiamo chiesto uno strappo ad un gentile autoctono carrozzato per raggiungere al più presto una birra con piedi in ammollo nel torrente a fianco l’Hotel SAT Lagorai. Vista la giornatona, perchè non viziarsi con un tris di canederlini ed il piatto del montanaro a base di polenta, luganega, funghi e formaggio fuso? Ottimo.

Caro R.T. che scrivi mini guide che guidano poco, per fortuna siamo dei quasi esperti montanari…e abbiamo molto buon senso, perchè se fosse stato per le tue indicazioni…saremo ancora persi sotto la Cima di Primaluna…
Vedremo le prossime gite se sarà meglio chiederle alla Carmen, ad ogni modo non mi fiderò più di consultare solamente la falsa guida di R.T.

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Un pensiero su “Lagorai: Malghe e Cima Primaluna

  1. Ciao noi abbiamo fatto un’impresa simile; poche settimane dopo di voi volevamo salire a forcella Ravetta partendo da cappella San Bortolo (quella domenica la strada era aperta a tutti) ma abbiamo mancato la prima deviazione e ci siamo inerpicati a Forcella Caldenave, in un contesto privo di segni ed salendo a occhi. Devo dire che la vista è stupenda. Abbiamo visto il sentiero per Forcella Ravetta, ma mia moglie si è rifiutato di percorrerlo perchè troppo franoso. Al ritorno siamo calati alle Buse del Pilo, e poi abbiamo preso il sentiero dei pensionati. Comunque gli scenari sono eccezionali anche da lì. Temo che Forcella Ravetta rimarrà un sogno, a meno di non ritrovare la strada aperta

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